Se ghè? [Due giorni a Milano]

La scorsa settimana sono stata due giorni a Milano con la mia migliore amica. Abbiamo preso il treno la mattina alle 7:00 per arrivare a Milano alle 11:30. Temevamo che il treno non partisse per i problemi presenti a Genova, ma fortunatamente non abbiamo avuto difficoltà di nessun genere. Appena arrivate ci siamo recate subito all’Hotel IBIS, in via Finocchiaro Aprile, dove abbiamo lasciato le valige e abbiamo fatto le mille telefonate a chi di dovere.
Ci siamo cambiate ,siamo uscite (erano circa le 13:00) e abbiamo preso la metro [biglietto 1.50] in direzione Duomo.

Abbiamo visitato sia l’interno il cui ingresso è gratuito (tranne se si vogliono fare foto, allora son 2 €) sia le terrazze ( ingresso 6 € se non erro). Il panorama era magnifico ed è stato bello vedere tutti i dettagli dell’architettura da vicino.
Siccome si erano già fatte le 15:00 abbiamo pensato di pranzare. Il cibo è stato problematico, perché non ci eravamo documentate a sufficienza e non sapevamo dove mangiare. Per pranzo abbiamo optato per il Mc.

DSCN0543 (la mia super faccina sorridente 🙂 )

Dopo esserci rifocillate abbiamo fatto via Venezia fino al GAM (galleria d’arte moderna, gratuita dalle 16:30). Il museo è molto piccolo ma molto carino. Molto bello invece è il parco subito dietro il museo dove si trovava questo tempietto con cui ci siamo divertite a fare foto (sceme). Come ad esempio il mio (falso) richiamo alla posta del san Sebastiano.

Ci siamo poi riposate ai giardini Indro Montanelli  (non siamo sfaticate, ma contate che la metro la prendevamo solo per spostarci dall’hotel al duomo. Il resto tutto a piedi) dove abbiam dsicusso sul cosa fare. Alla fine abbiamo ripreso il cammino e siamo passate per via Montenapoleone dove i commessi sembravano stessero supplicando “Vi prego entrate vi pregoooooooooo”.  Peccato che per comprare qualcosa in quei negozi dovrei vendere casa mia con la famiglia dentro.

Si è fatta sera e ne approfittiamo per passare da dentro la Galleria Vittorio Emanuele. E’ una delle cose che mi è piaciuta di più. I palazzi, la cupola, i negozi. Da lì abbiamo visto la Scala di Milano.

Tuttavia nasce un problema: dove cenare?
Girano a destra nel transetto della galleria abbiamo trovato ,accanto all’Inter store, un localino in cui facevano pizza al taglio a un prezzo ragionevole. Peccato la pizza non fosse molto buona. La pasta era molto alta, la mozzarella era gomma (ho rischiato lo strozzamento) ed era tutto.estremamente. SALATO. Come se avessero tuffato la fetta direttamente nel barattolo del sale.
Dopo questa piacevole cena siamo tornate in hotel distrutte dove ho bevuto un tè e abbiamo guardato la TV.

Il giorno dopo sveglia alle 8:00 e colazione super abbondante. Ho mangiato una ciambella, un pane al cioccolato e una brioche riempita con marmellata di fragole. La colazione era a buffet e aveva un’ampia scelta, comprendeva sia dolce che salato.
Dopo aver fatto il check out ci siamo dirette con la metro vicino alla Pinacoteca di Brera. Il palazzo ,oltre a essere un museo, ospita anche delle scuole. Abbiamo pagato un biglietto ridotto perché studentesse.

Rispetto al GAM mi è piaciuto di più. Sono una trentina di stanze con tantissime opere, alcune famosissime del Bellini, Hayez, i Machiaioli, Piero della Francesca, Raffaello e così via. In una stanza inoltre era allestito un enorme teca di vetro in cui si faceva vedere come avveniva il restauro di un dipinto, molto interessante.

L’ultima tappa è stato il Castello Sforzesco. Abbiamo visitato solo l’esterno, dato che l’interno è addobbato sopratutto a museo.
Abbiamo poi mangiato al CALIFORNIA BAKERY che consiglio vivamente. Io ho preso una Quiche classica e una fetta di NY cheesecake. La mia amica invece ha preso un bagel e una fetta di torta al cioccolato. I prezzi magari sono elevati ma dobbiamo considerare due fattori:
1) le porzioni molto abbondanti (la fetta di quiche era 1/4 di torta praticamente)
2) siamo a Milano.

Dopo pranzo abbiamo fatto shopping (anche se avevamo poco tempo) , siam tornato all’hotel e abbiamo preso il treno. Quattro ore interminabili di viaggio.
Ho capito di essere tornata a casa nel momento in cui, scesa dal treno, sono stata investita da una ondata di umidità (chi è pisano capirà).

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