Clafoutis alle prugne

Il clafoutis, o clafouti, è un dolce cotto al forno composto da ciliegie nere annegate in una pasta simile a quella delle crêpes. È un dessert originario del Limosino. Il nome deriva dall’occitano clafotis, dal verbo “clafir” che significa riempire, sottinteso “di ciliegie”. Il clafoutis si è diffuso nel XIX secolo. Secondo Alain Rey il nome del clafoutis proviene dall’incrocio del verbo latino “clavum figere” che significa “conficcare un chiodo” nel senso di riempire, e di un derivato in “eiz” del verbo “foutre“, “mettere, ficcare”.

Questo dolce molto semplice può variare di sapore a seconda della frutta e delle spezie utilizzate!
Dato che ci stiamo incamminando verso l’autunno, ho deciso di provare ad usare le prugne. Ha riscosso molto successo, mio padre l’ha addirittura definito “ottimo” e lui non è certo persona da lasciarsi andare con i complimenti. Ho trovato la ricetta su un libro di mamma , dove abbiamo trovato un errore: non è indicata la dose di farina da utilizzare!
Fortuna c’è mamma che con le dosi ci sa fare.
Vi lascio la ricetta, prometto di rispolverare questo blog e sistemarlo. ❤

Ingredienti (per uno stampo di 26 cm di diametro):
50 g di burro
175 g di zucchero semolato
750 g di prugne mature (sul libro usava le albicocche e io non ricordo quante susine ho usato)
50 g di mandorle sfilettate
4 uova
1/2 l di latte
120 g di farina

Procedimento
Ungere con 25g di burro uno stampo da 26 cm d diametro e spolverizzarlo con 25 g di zucchero. Lavare e asciugare le prugne, aprirle a metà e snocciolarle. Disporle sul fondo dello stampo, le une accanto alle altre, con la parte tagliata rivolta verso il basso (oppure come ho fatto io formando tante girali) e cospargerle con mandorle.

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In una ciotola mescolare la farina con il restante zucchero, unire le uova sbattute e diluire con il latte a filo, continuando a sbattere con una frusta. Infine incorporate con il restante burro fuso. Versare questa pasta fluida sulle prugne, mettere in forno già caldo a 180° C e fare cuocere finché la superficie non si sarà dorata (40/50 minuti circa, dipende dal forno).
Sformare e servire tiepido.

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Torta fredda allo yogurt con marmellata di more

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Il 90% dell’estate cucino torte fredde, tra cui questa fresca Torta allo yogurt. Ciò che metto sopra di solito varia a seconda del gusto e di cosa troviamo.
Diciamo che questa volta la copertura di marmellata di more è stata casuale.
Prima di mettermi a cucinare fantastico su come il dolce potrebbe essere decorato, coperto e sul suo gusto. Creo delle immagini bellissime che nella maggior parte dei casi non corrisponde al risultato finale (ovviamente). L’idea iniziale era di ricoprirla di fragole a pezzetti, creando una sorta di spirale.
Piccolo problema: Mamma si è scordata di prenderle e fuori faceva veramente caldo.
Provo ad andare in paese ma niente.
Solo che le torte formaggiose senza topping non mi piacciono molto (giustamente cucino io e la faccio come voglio) e quindi ho proposto di ricoprirla con della marmellata di more.
Risultato: fenomenale.
Anche meglio delle fragole.

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Ingredienti:
per la base – 200 g di biscotti secchi; 80 g di burro; 1 cucchiaino di zucchero; 2 cucchiaini di cannella (FACOLTATIVO. Non so nemmeno se ne ho messi solo 2 di cucchiaini, ma a me piace il sapore che da)

per la farcia- un barattolo di yogurt bianco; 1 vasetto di yogurt greco; 1 cucchiaio di zucchero; una confezione di panna da montare piccola (penso sia da 125 ml); limoncello (o latte o acqua, vi servirà solo per sciogliere la gelatina); scorza di un limone;  12 gr di colla di pesce

per il topping- marmellata di more (o di fragole, o albicocche, insomma potete usare qualsiasi cosa vogliate), acqua, 4 g di colla di pesce

Procedimento:

Preparate la base: Frullate i biscotti secchi. Aggiungete lo zucchero, la cannella e il burro precedentemente sciolto.
Prendete una tortiera dal diametro di 22 cm , foderate il fondo con della carta forno (così sarà più semplice farla scivolare sul piatto) e formate la base della torta con il mix biscotti/zucchero/cannella/burro.
Mettere in frigo per 30 minuti.

Nel frattempo preparate la farcia.
Mettere in una bacinella lo yogurt bianco, quello greco e mescolare. Aggiungere la scorza di limone. Montate la panna e unitela al composto senza smontarlo.
Scaldate poca acqua con lo zucchero e scioglietevi la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda(min. 10 minuti). Unitela al composto e mescolate.
Tirate fuori la base dal frigorifero e versatevi la farcitura.
Lasciare in frigo per minimo 2 orette.

Preparate il topping: fate scaldare l’acqua e scioglietevi la gelatina. Unite la marmellata(Purtroppo non so dirvi quanta marmellata ho messo, perché era un barattolo già aperto che avevo in frigo!
Era un barattolino piccolo) e mescolate bene, in modo da renderla liscia e omogenea. Fate intiepidire.
Tirate fuori la torta, versate sopra il topping e rimettere in frigo per almeno 3 orette (più ci sta meglio è).

Brownies al cioccolato per prepararsi alla sessione

Dopo settimane di silenzio ecco che magicamente ricompaio!
La sessione estiva si avvicina e domani cominceranno i primi esami. Per prepararsi psicologicamente ad attacchi di panico, ansie e invidie varie per le persone che vanno al mare, ho preparato questi brownies al cioccolato.
Cercherò di tornare più attiva possibile, promesso. ❤

La ricetta è del numero di aprile di “Fiorfiore in cucina”.

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Ingredienti (per 6 persone):
280g di burro; 400g di cioccolato fondente; 350g di zucchero di canna; 6 uova; 150g di farina bianca “00”

Procedimento
Versate metà del cioccolato a pezzetti in una casseruola con il burro a pezzetti e fate sciogliere a fuoco lento mescolando. Lasciate raffreddare leggermente.
Versate in un recipiente lo zucchero, le uova e la farina e mescolate. Versate la crema di cioccolato e amalgamate il tutto. Unite anche il cioccolato rimasto tritato. Imburrate una pirofila di 20×30 cm ricoperta con carta forno e aggiungete il composto di cioccolato.

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Cuocete in forno caldo a 180° per 35-40 minuti (io ce li ho lasciati un pochino di più a forno spento perché al centro erano ancora crudini).
Lasciate raffreddare e tagliate a quadrettoni.

Questo è il mio risultato.
Un grande in bocca al lupo a tutti per gli esami!

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I colori della primavera # 8: mini pavlove alle fragole

Buona domenica a tutti quanti!
Scusate se scrivo poco sulla pagina ma sono stata un tantino occupata ^^”

Questa mattina ho preparato delle mini pavlove con crema e fragole. 
Cos’è la pavlova?

La pavlova è una torta della Nuova Zelanda e dell’Australia.
Secondo l’ipotesi più accreditata, questo dolce sarebbe stato creato nel 1926 dallo chef di un hotel a Wellington, in Nuova Zelanda, e così chiamato in onore della ballerina Anna Pavlova. L’attribuzione dell’invenzione tuttavia non è certa, e alcune ricerche suggeriscono che possa essere nata in Australia nello stesso periodo, ferma restando la dedica al nome della ballerina, che allora era in tour nei due paesi.

Costituita da un base di meringa morbida dentro e croccante fuori, un ripieno di panna e frutta, è un dolce molto appariscente, consigliato soprattutto per le grandi occasioni. Gli ingredienti possono variare in base ai gusti personali e alla stagione.

Ho seguito questa ricetta, anche se personalmente farei qualche modifica, a cominciare dalla grandezza delle meringhe : )
Il risultato comunque era molto buono e in generale diciamo che cercavo una scusate per mangiare le fragole ahahahahah ❤

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I colori della primavera #7: Van Gogh Alive

Ieri sono andata a Firenze con una mia amica (Silvia, che saluto) per andare a vedere Van Gogh Alive, nella chiesa di san Lorenzo a Firenze. Tutte le informazioni le potete trovare qui.
Dopo aver attraversato una stanza in cui veniva spiegata la storia del pittore, il suo stile e veniva fornita una descrizione delle opere proiettate, si accede alla mostra vera e propria.
Una parola: ineffabilità.
Non mi dilungo molto sulla mostra perché non sarei in grado di rendere giustizia né alle emozioni provate né alla mostra stessa. Se avete la possibilità andateci. Sia io che la mia amica avevamo i lucciconi agli occhi.
Potete sedere sia in terra, sia nel vecchio altare ( che hanno attrezzato con delle sedie). Dal vecchio altare si ha la visione complessiva del tutto, scenicamente è bellissimo. Ma dal punto di vista emotivo è di gran lunga superiore stare seduti sul pavimento abbastanza vicini.
Altro consiglio: non andateci troppo tardi altrimenti rischierete una fila interminabile!

” I buoni amici sono veramente i tesori della vita. A volte ci conoscono anche meglio di noi stessi, con gentile onestà sono lì per guidarci e supportarci, per condividere le nostre gioie e dolori. La loro presenza ci ricorda che non siamo mai veramente soli.”

“Non posso cambiare il fatto che i miei quadri non vendono. Ma verrà il giorno in cui la gente riconoscerà che valgono più del valore dei colori usati nel quadro.”

” Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno sui punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa. Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?”

“Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello. “

Il resto della giornata l’abbiamo passato a gironzolare per il centro.
Il buon proposito era quello di andare allo Streeat al parco delle Cascine, ma ci siamo rese conto che era troppo lontano e non ce la facevamo più a camminare. Così siamo tornate indietro e siamo andate dritte alla stazione dove abbiamo comprato dei libricini su alcuni artisti che costavano 3 euro l’uno (dal prezzo originale di 9.90). Io ne ho preso uno su Van Gogh ed ho cominciato a leggerlo sul treno. Devo dire che è fatto davvero molto bene.

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I colori della primavera #6: Tartellette alla crema di cioccolato bianco, pistacchi e lime

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BUONA PASQUA A TUTTI 

Fortunatamente oggi è una bella giornata, soleggiata, ma con vento :c
Ma sempre meglio di niente! Quest’anno Pasqua è toccata dai nonni, che ci hanno preparato delle ottime cose: lasagne classiche, arrosto con crocchette di patate, insalata, torta salata preparata dalla zia e ,come dessert, ho preparato queste Tartelette alla crema di cioccolato bianco, pistacchi e lime, trovate sul giornale mensile della Coop.
Molto buone, dal gusto molto fresco, primaverile ma, secondo me, molto adatte anche per l’estate.
Ovviamente non era l’unico dolce ma ci siamo andati pesanti anche con la cioccolata, la colomba e la schiacciata pasquale.

Qui sotto metto la ricetta delle tartellette, a presto! ❤

ps: io non avevo gli stampini piccoli, quindi ho usato una teglia da muffin imburrata e infarinata.

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Ingredienti per 4 persone:
per la pasta frolla > 180 g di farina “00”, 90 g di burro da panna fresca fior fiore, 80 g di zucchero, 1 uovo, 1 limone non trattato, sale
per la crema > 250 g di latte, 50 g di zucchero, 2 tuorli, 25 g di amido di mais, 100 g di cioccolato bianco, 1 lime
per decorare > 40 g di granella di pistacchi, 1 lime

Procedimento
Per la pasta frolla: impastate con la punta delle dita la farina con lo zucchero e il burro. Unite l’uovo, la buccia di limone e un pizzico di sale. Formate un panetto e lasciare riposare in frigorifero per 20 minuti. Stendete la pasta e foderate le tartellette antiaderenti rifinendo il bordo all’altezza dello stampino. Bucherellate il fondo della pasta e cuocetele in forno a 180°C per 10-12 minuti.
Per la crema: in una terrina mescolate lo zucchero con i tuorli e l’amido. Unite il latte caldo e cuocete la crema finché comincia a ispessirsi. Ritirate dal fuoco e unite 60 g di cioccolato bianco spezzettato e parte della buccia di lime grattugiata. Mescolate finché il cioccolato sarà completamente sciolto. Lasciate raffreddare.
Spennellate il bordo delle tartellette con il cioccolato fuso tenuto da parte e fare aderire il cioccolato alla granella di pistacchi. Mettete la crema in un sac-à-poche e farcite le tartellette. Decorare con spicchietti di lime o granella di pistacchi.

Siamo ancora qua

Allora vediamo un pochino.
Domani comincia la sessione di esami. Yeeeee.

E come ogni volta da circa due anni mi ritrovo al giorno prima con metà materiale da ripetere.
“Ma allora vai a studiare!”
Eh ne avessi la voglia. Ormai non trovo stimoli e non mi sento invogliata dall’ambiente.

“Dai su, sono gli ultimi sforzi”
Eh si va bene. Ok. Facile a dirsi.
So già come andrà a finire stasera: adesso sto “tranquilla”, cenerò, mi verrà un attacco di panico in cui mi rannicchierò sul letto ,piangendo, chiedendomi “Perché è successo?”. Mamma verrà in camera, preoccupata e allo stesso tempo arrabbiata perché “Hai avuto tanti giorni per studiare e non trovarti all’ultimo”. Ha pienamente ragione.
Ma io come glielo faccio capire che non è facile dover studiare un qualcosa che non ti piace, non ti stimola e non premia le tue giornate passate col culo davanti alla scrivania?

“Marta guarda ti capisco” ,dicono alcune amiche, “se vuoi parlare di qualsiasi cosa ci sono”. Il bello è che non ho niente da dire, niente da raccontare.

E adesso sto qui seduta, con un’ansia crescente, mentre ascolto gli Alabama Shakes.

I colori della primavera #5: una mimosa per quattro

Hej!

Buona festa della donna anche se in ritardo!!! ❤ ❤ ❤ ❤
Ho passato un fine settimana fantastico ,grazie anche a un sole splendente.

L’8 Marzo sono andata a trovare una mia amica che vive a Spezia e, per ringraziarla per l’ospitalità, le ho portato una Torta mimosa. Era la prima volta che la facevo ed è venuta buonissima! Il Pan di Spagna è lievitato benissimo e la crema era buona e leggera. (Un pan d spagna del genere probabilmente mi riverrà tra una 10ina d’anni ahahahahah).

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La mia giornata comincia con una levataccia per prendere il treno. Quando vado in stazione ho la brutta abitudine di guardare gli arrivi e non le partenze (quindi c’è sempre il 50% di possibilità che sbagli treno). In Toscana il vento dei giorni precedenti aveva messo in ginocchio diverse città ed ho avuto paura di non poter partire, e invece non è stato così. Il viaggio è stato breve e appena arrivata sono stata accolta dal sorrisone della mia amica (tipo le sono saltata addosso, ma va bene così).
Dopo aver fatto una bella colazione abbondante , a base di ottime focaccine e sfoglie fatte dalla sua mamma (e dopo che gli ho quasi finito la crema di nocciole), ci siamo dirette alla fermata del pullman per andare a….Porto Venere.
IL-PARADISO-ESISTE. 

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Vista mozzafiato, casine tutte colorate in riva al mare, stradine piccole molto caratteristiche, dalla sommità di una collina dove si trova una chiesetta si gode di una vista bellissima. Il fatto che fosse una bella giornata è stato d’aiuto. La mia amica mi ha fatto girare tutta la cittadina, abbiamo visto la “Grotta di Byron” e fatto molte foto. Un signore ci ha offerto un assaggino del pesto appena fatto: quello dei supermercati in confronto è pappetta.

Dopo aver finito il nostro tour, siamo tornate a Spezia dove per pranzo ci ha raggiunte un’altra ragazza. Dopo pranzo abbiamo fatto un giro per Spezia e alle 17 ci siamo dirette a Le Terrazze(insieme a un’altra ragazza ancora), dove abbiamo visto…..KNAM.

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Ebbene sì, il famoso cioccolataio era in visita per premiare 6 pasticcere del posto. Ho avuto la fortuna di assaggiare un cioccolatino , ma la fila per gli autografi e il selfie era interminabile.
(ps: sappiate che anche dal vivo mette molta ansia ahahahahhah)

Siamo tornate a casa stanche morte e con la pancia bella piena! Ma fortunatamente lo stomaco dei dolci non è mai troppo pieno 😉

Il giorno dopo sono tornata a casa e ho avuto un viaggio piuttosto scomodo causa i famosissimi “100 giorni”(all’esame di maturità). Un caos.
Ma ne è valsa davvero la pena.

I colori della primavera #4: chimica in cucina e instagram

Questo è uno dei classici noiosi e nuvolosi pomeriggi durante i quali decido di aggiornare il blog.

Prima di tutto ci tengo a dire che finalmente ho un nuovo cellulare smart(a)phone (un LG f70 per chi lo volesse sapere). Il vecchio cellulare era più morto che vivo, si bloccava, si riavviava da solo e per parlare durante una telefonata dovevo attivare il vivavoce.
Il distacco da questo vecchio “amico” non è stato netto, infatti come ultimo ricordo il mattacchione ha voluto salvare solo 3 conversazioni di whatsapp su 20. Grazie mille. ❤
In questi quattro giorni ho preso dimestichezza col nuovo cellulare che sicuramente è più grande di grandezza e veloce (per ora). Ho creato anche un profilo INSTAGRAM (per chi volesse seguirmi cliccami) in cui metterò foto dei piatti che preparo e non solo 🙂
Ma il cellulare non è l’unico acquisto.

11051416_10205032166676712_852772750_nL’altro acquisto, di cui sono molto felice, è stato il libro di Dario Bressanini “La Scienza della Pasticceria: La chimica del bigné”. Più che soddisfatta dalla qualità/prezzo! Si tratta (e qui cito testualmente) di “una sorta di manuale di istruzioni che spiega IL PERCHE’ DELLE COSE, poiché tutte le ricette seguono gli stessiu principi chimici e fisici e conoscerli è utile per interpretarle al meglio, riprodurle a casa e sperimentare nuove varianti come veri pasticceri.”
Il libro è formato da un’introduzione e cinque sezioni:

  1. Zucchero e zuccheri
  2. le uova
  3. latte,panna e burro
  4. la farina
  5. aria e altri gas

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Inoltre in ogni sezione sono illustrate delle ricette che vanno a “dimostrare” ciò che è stato spiegato in precedenza. Per adesso ho letto la prima parte ed è stata interessante.
Nella quarta parte viene illustrata la ricetta dei pancakes e,siccome mio fratello mi rompeva talmente tanto le scatole da volerli, ho deciso di provarla.
Il risultato è stato OTTIMO. Pancakes del colore giusto, consistenza morbida e sopratutto veloci da fare e NON pesanti.
Li ho conditi con sciroppo d’acero e marmellata di more.
Li ho fatti enormi come lenzuola perché conosco lo stomaco di mio fratello.

Vi lascio qui sotto la ricetta trovata nel libro.

Ingredienti per 8-12 pancakes

– 200 g di farina autolievitante
– 50 g di zucchero
– 1/2 cucchiaino di sale
– 1 cucchiaino di succo di limone
– 45 g di burro
– 350 ml di latte
– 2 uova

La procedura
1. 
La ricetta tipica americana prevede il buttermilk: quel liquido che rimane dopo aver preparato il burro a partire dalla panna. In Italia a volte lo si trova con il nome di latticello, ma è spesso un prodotto diverso, perché in USA viene fatto fermentare diventando simile a uno yogurt molto liquido. Non avendo il latticello io faccio cagliare un po’ il latte con un cucchiaio di succo di limone, lasciandolo a riposo per 10-20 minuti.
2. Separate i tuorli e montate gli albumi. Questo renderà i pancake più soffici. Unite gli albumi montati al latte.
3. Sciogliete il burro e, quando è intiepidito, aggiungetelo al tuorlo. Inizialmente solo un goccio, mentre lavorate di frusta per evitare di coagulare il tuorlo. A poco a poco aggiungetelo tutto.
4. Versate la miscela di tuorlo e burro nel latte.
5. Versate il liquido (latte+albume+burro+tuorlo) nella farina a cui avrete aggiunto un pizzico di sale, per esaltare i sapori, e lo zucchero. Siamo arrivati al punto cruciale: mescolate il minimo indispensabile, ma non più di 10 secondi. Non dovete cercare di eliminare tutti i grumi: spariranno poi. Se mescoliamo troppo comincerà a formarsi il glutine che cambierà la consistenza dei nostri pancake.
6. Lasciate riposare per almeno 30 minuti, per dar modo al lievito di cominciare ad agire. Potete anche preparare la miscela la sera e utilizzarla per la colazione della mattina successiva.
7. Ora prendete una creperia o, se non l’avete, una bistecchiera liscia o una padella adatta per essere scaldata a fuoco vivo. E’ consigliabile scaldare a fuoco vivo senza liquidi padelle antiaderenti in Teflon perché rischiano di perdere il polimero che le riveste. La temperatura è giusta quando, buttando qualche goccia di acqua, questa comincia a vagare in giro sfrigolando. Se si vaporizza istantaneamente la temperatura è troppo alta.
8. Versate un mestolino alla volta: non troppo, altrimenti non riuscirete a girare il pancake senza romperlo.
9. Dopo poche decine di secondi, quando la parte inferiore sarà brunita, girate il pancake.
10. Poche decine di secondi di cottura anche dall’altro lato e il pancake è pronto per essere innaffiato di sciroppo d’acero e mangiato. Se volete potete anche surgelarli.

Altri acquisti: jeggings della benetton con una stampa floreale azzurra e questi orecchini della “i am“.

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I colori della Primavera #3: un piccolo passo verso la conquista del mondo. Liebester Award Nomination

Settimana movimentata è dire poco.
Tante cosine da raccontare ma per adesso non svelo niente (come se fossero cose di chissà che rilevanza PFFFFFFFFFF).

Qualche giorno fa, con mia grande sorpresa (e felicità), sono stata nominata da ghbmemories tra i 10 Blog Emergenti con meno di 200 followers.
(Fate un giro nel suo Blog che fa cose belline. Adesso. Subito. Ora.)
Già solo la Nomination mi ha fatto piacere, mi sono sentita quasi una star ❤
Ed ora è venuto il mio turno. (ღ˘⌣˘ღ)
Requisiti per poter partecipare alla nomination:
1. Rispondere alle 10 domande
2. Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower
3. Comunicare la nomina a 10 blog scelti

(◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤ (◍•ᴗ•◍)❤

Perché hai aperto un blog?
Inizialmente perché volevo creare un posticino dove mettere le ricette che faccio! Sono abbastanza pasticciona e se riesco ad aiutare altre persone con i consigli che mi danno, ben venga! Poi però ho cominciato a scriverci cose “personali” e a utilizzarlo come una sorta di diario.

Ci parli un po’ delle tue passioni?
La mia passione principale è viaggiare con la mente. E’ più forte di me. Spesso questo mi viene criticato e, come ogni cosa che mi viene detta, faccio finta di non aver sentito e continuo per la mia strada. Un’altra mia passione è disegnare e colorare, è un modo che uso per esprimere quello che a parole non riuscirei a esprimere.  Un’altra mia passione, come si vede da questo blog, è la cucina. Mi rilassa, faccio felici le altre persone e rendo il mondo un pochino più ciciottello. :333

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Sono molto utili perché si possono scambiare opinioni e soprattutto consigli!!!
Ti fa capire che direzione dovrebbe prendere il blog, come migliorarlo e magari se sia il caso di focalizzarsi più su un tema principale che su di un altro.

Di cosa parli nel blog?
Principalmente di cucina, ma piano piano sto descrivendo anche ciò che succede in alcune delle mie giornate.

Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?
Si!!! Ho incontrato di persona Angela e frequento la stessa università di Sara
Scambio qualche parola con altre/i blogger, ma non li ho mai incontrati.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?
Mi piacerebbe un blog cresciuto, con ante persone che mi scrivono e che mi danno suggerimenti (IN MODO GENTILE.)
Ma già adesso sono molto contenta ^^

La cosa che sai fare meglio?
Lamentarmi.
(Viva la sincerità)

Quanto tempo dedichi al blog?
Non molto perché sono molto presa dal’università (purtroppo).

 Come nascono i tuoi post?
Per caso.
Dai dolci che faccio e da quello che mi succede durante la giornata o durante la settimana.
Certe volte anche dalle canzoni o dalle poesie.
I blog che nomino sono.. *rullo di tamburi* 
1. http://www.diarionordico.com/
2. https://vagabondifuoribibliotechedentro.wordpress.com/
3. https://inesweb.wordpress.com
4. https://tasteandtravelmilanoandmore.wordpress.com/
5. https://ancoraincircolo.wordpress.com/
6. https://fuoridiquinessunosa.wordpress.com/
7. https://starebeneafirenze.wordpress.com/
8. https://glichefignoranti.wordpress.com/
9. https://sharoondoumbiavanityblog.wordpress.com/
10. http://cookingsullenuvole.com/